Vita della scuola

La persona viene prima di tutto!

 La persona viene prima di tutto!

Il 2 novembre siamo andati nella palestra della scuola insieme a tutte le classi e a numerosi professori per assistere a un progetto ideato dalla Caritas, che consisteva nell’invitare un migrante per narrarci di persona la sua storia; insieme a lui c’era Don Massimo Mapelli, un prete della Caritas, e un avvocato, Giuseppe.

Ci hanno narrato diverse storie, ma prima ci hanno spiegato che il permesso di soggiorno è un documento che permette a uno straniero di stare in un determinato paese per un determinato tempo, a patto che trovi lavoro. Inoltre, ci hanno spiegato che quando uno straniero fa richiesta d’asilo, il paese che lo ospita deve fonirgli tre pasti al giorno, fargli imparare la lingua, dargli alloggio e vestiti, sostegno socio-psicologico, assistenza sanitaria e la possibilità di comunicare con i propri cari.

La prima storia che ci hanno raccontato è quella di Sharmaki, un ragazzo somalo di 12 anni, costretto a emigrare a causa delle condizioni pericolose del suo paese. Il suo fu un viaggio lungo, in camion, fino alla Libia, dove prese il gommone insieme ad altri migranti per fare il “viaggio della speranza”. Arrivò a Siracusa, fece richiesta d’asilo ma gli fu rifiutata; per sbaglio fu dichiarato maggiorenne e finì in Svezia, dove venne accudito da una famiglia, ma dopo 3 anni fu rispedito in Italia che aveva commesso l’errore iniziale; a Milano ha incontrato don Massimo, che lo ha preso con sé e lo ha inserito nella scuola che ora frequenta, per prendere la licenza media.

La seconda storia che ci hanno raccontato è quella di Takyu, un ragazzo del Mali, costretto a fuggire dopo la morte di suo padre. Arrivato in Libia, comincia a lavorare per un macellaio, ma viene accoltellato, perde il lavoro e finisce in prigione: lì uno straniero conta meno di un cane! Dopo varie peripezie, riesce ad arrivare in Italia, ma non gli viene concesso il permesso di soggiorno e diventa clandestino, vivendo in povertà nei dintorni della stazione Centrale di Milano. Don Massimo e Giuseppe gli danno una mano, lo aiutano a fare i documenti e a trovare un lavoro. Un bel cambiamento, per uno che veniva buttato giù dai treni e non contava nulla! Riesce persino a mettersi in contatto con la famiglia dopo tanto tempo. Vive ora felicemente, ma una brutta infezione lo colpisce al sistema nervoso, gli fa rischiare la vita e lo rende temporaneamente paraplegico. Riesce a riprendersi, ora cammina con le stampelle e prosegue la sua storia qui in Italia, dopo tante tragedie.

Dopo averci raccontato queste storie, ci hanno parlato della Libera Masseria, una ex azienda agricola utilizzata da mafiosi, che attualmente accoglie migranti. La Masseria, che era molto rovinata a causa di atti vandalici, con l’aiuto dell’associazione Libera e di molti ragazzi, è stata ristrutturata e resa ancora abitabile.

L’incontro ci è piaciuto molto, ci sembra ingiusto che queste persone debbano viaggiare in condizioni pessime alla ricerca di fortuna.

Abbiamo capito che il mondo fuori di qui parla di stranieri, clandestini, extracomunitari...invece esistono storie, volti, facce, PERSONE!

Alunni di 3A